
Con la Legge 7 maggio 2026, n. 70, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 106 del 9 maggio 2026 ed entrata in vigore il 10 maggio, la “risorsa mare” diventa oggetto di un intervento normativo ampio e trasversale. Il provvedimento non riguarda soltanto la navigazione in senso stretto: tocca il coordinamento delle politiche pubbliche marittime, gli spazi marini di interesse nazionale, la nautica da diporto, la navigazione marittima, la cantieristica, le attività subacquee, la pesca, la ricerca, l’ambiente, la cultura, la sanità e i servizi nelle isole minori.
Per imprese, armatori e datori di lavoro del comparto mare, il cuore operativo della novità è nelle modifiche al Codice della navigazione e al relativo regolamento di esecuzione. La legge interviene sulle matricole della gente di mare, sui documenti e registri di bordo, sulle annotazioni relative a imbarco e sbarco, oltre che su profili connessi alla navigazione marittima e alla cantieristica.
Tra gli aspetti più rilevanti, viene ampliata la platea dei soggetti che possono iscriversi nelle matricole della gente di mare: non solo cittadini italiani e dell’Unione europea, ma anche cittadini dello Spazio economico europeo, cittadini svizzeri e, se residenti in Italia, cittadini di Paesi terzi. Cambia anche la gestione delle annotazioni sui libretti di navigazione: salvo il caso del Comandante, l’arruolamento non richiede più l’intervento dell’Autorità marittima nella stipula dei contratti di lavoro della gente di mare; le annotazioni di imbarco e sbarco sono effettuate dal Comandante e comunicate entro 15 giorni all’Ufficio marittimo competente.
La rotta della semplificazione passa anche dalla digitalizzazione. Giornale nautico, giornale di macchina, ruolo di equipaggio, registro dell’orario di lavoro, registro degli infortuni, registro GMDSS e altri registri obbligatori possono essere redatti e conservati anche in formato digitale. I libri e documenti di bordo possono inoltre essere compilati in italiano o in inglese, con l’eccezione delle annotazioni aventi valore di scrittura pubblica, per le quali resta obbligatorio l’uso della lingua italiana, salvo obblighi internazionali.
Di particolare interesse per il settore pesca è il nuovo sgravio contributivo previsto per favorire il reimbarco dei lavoratori in caso di arresto definitivo dell’imbarcazione mediante demolizione. Il beneficio consiste in uno sgravio del 50% degli oneri previdenziali e assistenziali, per una durata massima di 24 mesi, a favore delle imprese che imbarcano lavoratori già impiegati su unità oggetto di arresto definitivo. La misura richiede specifiche condizioni: il lavoratore deve aver prestato attività per almeno 90 giorni, anche non consecutivi, nei 24 mesi precedenti; il nuovo imbarco deve avvenire entro tre mesi dalla cancellazione dell’unità demolita; l’assunzione non deve sostituire personale sbarcato non volontariamente.
Sempre per la pesca, la legge introduce disposizioni in materia di trattamento di integrazione salariale speciale. Entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, un decreto interministeriale dovrà definire le causali di intervento, le modalità e i criteri di erogazione delle prestazioni a beneficio dei lavoratori del settore.
Il quadro si completa con ulteriori interventi su nautica da diporto, attività subacquee, tutela ambientale e cantieristica. La Camera segnala, tra l’altro, modifiche sull’impiego commerciale delle unità da diporto, sugli sportelli telematici del diportista, sui compensi per le attività di raccomandazione marittima, sulla prevenzione dei danni agli habitat marini sensibili o protetti e sulla possibilità per le Regioni di sostenere la modernizzazione della cantieristica navale nel rispetto della disciplina europea sugli aiuti di Stato.
Per gli operatori economici del mare, la nuova legge non è quindi soltanto una cornice programmatica: richiede attenzione immediata su contratti, iscrizioni, documentazione di bordo, gestione digitale dei registri, agevolazioni contributive e prossimi decreti attuativi. Una normativa da leggere con occhio tecnico, perché dietro la valorizzazione della risorsa mare si aprono nuovi adempimenti, ma anche opportunità concrete per imprese, lavoratori e professionisti del settore.